Visita a Rottofreno
Tra le ipotesi che riportano alle origini del toponimo Rottofreno vi sono due versioni, una delle quali particolarmente curiosa che racconta della rottura del morso, detto anche freno, del cavallo di Annibale riportato in questa zona; altra ipotesi è quella che Rottofreno avrebbe origine germanica da Rothfrid, cioé amante della gloria.
Il suo centro offre la visita al castello, ormai poco riconoscibile, che fu ristrutturato, prima, nel XV secolo e in seguito dagli spagnoli, nel XVII secolo, adottando una pianta stellare a otto punte.
Inoltre il borgo presenta la chiesa di San Michele Arcangelo, già esistente nel secolo XII e rifatta completamente intorno alla metà del nostro secolo a cura degli architetti Giuseppe Manfredi e Pietro Berzolla.
Internamente è arricchita da affreschi di Luciano Ricchetti, protagonista della pittura piacentina tra gli anni Trenta e Cinquanta.
Nei dintorni le frazioni di Centora e di Santimento, quest'ultima con il suo bel castello, una torre che reca ancora gli incastri del ponte levatoio, e la parrocchiale del XIII secolo
Poi Centora dove un tempo esisteva una casa degli Olivetani che dipendeva dal grandioso complesso monastico di S. Sepolcro di Piacenza; questa piccola località conserva nella Cappelletta della chiesa parrocchiale affreschi del XV secolo che raffigurano la Natività e figure di santi.
Un'altra frazione meritevole di nota è S. Nicolò a Trebbia a tre chilometri da Piacenza, centro moderno e particolarmente dinamico sotto l'aspetto commerciale, sviluppatosi con grande rapidità dalla fine dei 'anni 80.